Il Partito di "Repubblica", la Repubblica dei Partiti
Un'assolata mattina di ottobre. Apro Repubblica.it (operazione, in realtà, inconsueta, forse per questo ancora più funesta).
Il primo titolo riguarda la spaccatura interna al PDL sulla nomina di Tremonti vicepremier. Il secondo titolo punta tutto sul PD. L'incoronazione del nuovo (Bersani) e il battesimo operaio (a Prato). Mi salta alla vista un sondaggio. "Quali alleanze per il PD di Bersani?". Apro il link* incuriosita. Leggo le varie opzioni proposte al lettore, e subito noto l'Assenza. Ci sono addirittura i Verdi; c'è il demiurgo populista, ci sono i teologi della Rifondazione comunista, i Cattolici di centro e quelli, prefigurati, della "nuova forza di centro Rutelli-Montezemolo". Insomma, il futuro e il futuribile.
E i Radicali? Dove sono finiti? Spazzati via con un soffio.
La semplice svista di un redattore poco attento? Senza nessuna predilezione per teorie del complotto e dietrologie vacue, qui si pone il caso politico. Di un Partito, quello di Repubblica, che pervicacemente e solertemente azzera l'"elemento radicale" nel dibattito pubblico. Lo facevano le tabelle sui risultati alle elezioni Europee, quando il simbolo della Lista Bonino Pannella misteriosamente scompariva. Accade oggi di nuovo.
Sarebbero loro i difensori della libertà di stampa in Italia? E' questa la linea editoriale scelta dal Padrone? Cancelliamo i Radicali, con un tratto di penna!
Il diritto del cittadino a "conoscere per deliberare" dov'è finito? Semplicemente, come diciamo da tempo, non esiste. Perché in Italia non c'è mercato nel campo dell'editoria, i giornali li finanziano i partiti e lo stato attraverso la mediazione dei partiti. Chiamasi "lottizzazione". E la democrazia, c'est un beau rêve.
Il primo titolo riguarda la spaccatura interna al PDL sulla nomina di Tremonti vicepremier. Il secondo titolo punta tutto sul PD. L'incoronazione del nuovo (Bersani) e il battesimo operaio (a Prato). Mi salta alla vista un sondaggio. "Quali alleanze per il PD di Bersani?". Apro il link* incuriosita. Leggo le varie opzioni proposte al lettore, e subito noto l'Assenza. Ci sono addirittura i Verdi; c'è il demiurgo populista, ci sono i teologi della Rifondazione comunista, i Cattolici di centro e quelli, prefigurati, della "nuova forza di centro Rutelli-Montezemolo". Insomma, il futuro e il futuribile.
E i Radicali? Dove sono finiti? Spazzati via con un soffio.
La semplice svista di un redattore poco attento? Senza nessuna predilezione per teorie del complotto e dietrologie vacue, qui si pone il caso politico. Di un Partito, quello di Repubblica, che pervicacemente e solertemente azzera l'"elemento radicale" nel dibattito pubblico. Lo facevano le tabelle sui risultati alle elezioni Europee, quando il simbolo della Lista Bonino Pannella misteriosamente scompariva. Accade oggi di nuovo.
Sarebbero loro i difensori della libertà di stampa in Italia? E' questa la linea editoriale scelta dal Padrone? Cancelliamo i Radicali, con un tratto di penna!
Il diritto del cittadino a "conoscere per deliberare" dov'è finito? Semplicemente, come diciamo da tempo, non esiste. Perché in Italia non c'è mercato nel campo dell'editoria, i giornali li finanziano i partiti e lo stato attraverso la mediazione dei partiti. Chiamasi "lottizzazione". E la democrazia, c'est un beau rêve.
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