Annalisa Chirico

Ainis, perchè l'Associazione rimane in un sottoscala dell'informazione italiana

Giovedì 01 Ottobre 2009 10:07 | Ultimo aggiornamento (Giovedì 01 Ottobre 2009 10:13) | Scritto da Annalisa

da Terra, 30 Settembre 2009

Al congresso online dell'Associazione Luca Coscioni interviene il prof. Michele Ainis, costituzionalista ed editorialista della Stampa. Perché in Italia c'è bisogno di un'Associazione per la libertà di ricerca scientifica? Perché l'attività dell'Associazione Coscioni non ottiene risalto sui mass media? Questi i punti affrontati dal professore nel suo intervento in formato audiovideo. Pochi minuti e grande concisione.
Per Ainis è "un'acquisizione ormai ovvia che la ricerca debba essere libera e non disturbata nei suoi percorsi". Eppure in Italia non sembra affatto scontato. "Il lavoro dell'associazione si consuma in un sottoscala dell'informazione pubblica italiana", mentre i riflettori di tv e giornali restano puntati su "fatti secondari" della vita politica nazionale. Perché? Secondo il professore, "è un fatto che ci sia un cattivo rapporto tra la Chiesa Cattolica Apostolica Romana e la scienza". Insomma, "non serve scomodare Galileo" per  rendersi conto che la voce della Chiesa Cattolica "sovrasta tutte le altre".
Le acquisizioni della scienza non sono buone o cattive. Richiamando l'etimologia greca del termine "farmaco", il professore  afferma che "phàrmakon è ciò che salva, ma anche ciò che distrugge". Dipende dall'uso che se ne fa. Emblematico è l'esempio dell'energia nucleare, che può essere impiegata proficuamente a fini civili, ma può anche generare "distruzioni immani".
Ecco, dunque, che il dibattito sulla libertà di ricerca si riduce a una questione di libertà e responsabilità. "In Italia la libertà della ricerca scientifica resta ostaggio della libertà di religione"; e questa tensione ancora irrisolta è la ragione per cui l'Associazione Luca Coscioni serve al Paese.
 

Mercato e valutazione, i tabù dell'Università

Venerdì 25 Settembre 2009 22:12 | Ultimo aggiornamento (Giovedì 01 Gennaio 1970 00:59) | Scritto da Annalisa

da Terra, 26 settembre '09

l Congresso online dell'Associazione Luca Coscioni mantiene i riflettori puntati sul mondo della Ricerca e dell'Università; il microfono virtuale passa a Piergiorgio Strata, copresidente dell'associazione e professore di neurofisiologia.
In qualità di direttore dello European Brain Research Institute Strata ha vissuto recentemente sulla propria pelle gli effetti di un curioso prodotto della fervida burocrazia italiana dal nome oscuro ai più. Si tratta della "perenzione amministrativa", un meccanismo giuridico in base al quale, allo scadere dei tre anni dallo stanziamento, i fondi pubblici inutilizzati rientrano automaticamente nelle casse del Tesoro. Il limite temporale portato da sette a tre anni dall'allora ministro Tommaso Padoa-Schioppa ha messo a terra la ricerca di base italiana.
Come per la sanità il problema principale non riguarda l'entità dei finanziamenti, ma il modo in cui vengono impiegati i soldi dei contribuenti. A ben vedere, l'Italia non investe molto meno di altri Paesi, ma il divario dei risultati è abissale. Il criterio guida della riforma, secondo Strata, dovrebbe essere la "valutazione": valutazione nel reclutamento dei ricercatori, nella scelta dei progetti da finanziare e delle strutture. Del resto, la Commissione Europea ha individuato nella frammentazione delle strutture la causa della debole capacità di attrazione delle università italiane.
Per responsabilizzare le università, è necessaria un'iniezione di mercato perché "libertà di ricerca è anche libertà di competere". L'abolizione dei concorsi pubblici, la ripartizione meritocratica del fondo ordinario, l'eliminazione degli sprechi burocratici a partire dalle facoltà, centro delle manovre spartitorie. Strata ha le idee chiare. Speriamo che qualcuno lo ascolti.
 

Un sì all'eutanasia dal mondo dello spettacolo e della ricerca

Venerdì 25 Settembre 2009 22:10 | Ultimo aggiornamento (Giovedì 01 Gennaio 1970 00:59) | Scritto da Annalisa

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Da Terra, 23 settembre '09

Va avanti il Congresso online dell'Associazione Luca Coscioni. Dopo lo scambio di vedute tra Gilberto Corbellini, copresidente dell'associazione, ed Emma Bonino, interviene Giulio Cossu, illustre scienziato e membro del Direttivo. Secondo Cossu la diagnosi delineata da Corbellini è "accurata, ma la terapia proposta rasenta l'eutanasia". L'Associazione Coscioni continua a essere l'unica voce "che mantiene viva l'attenzione del Paese sui problemi della ricerca, dei malati e delle malattie oggi incurabili". Sul futuro il professore ha le idee chiare: "Non bisogna farsi incastrare in battaglie di retroguardia. Nel giro di pochi anni la polemica sulle staminali embrionali sarà consegnata alla storia perché, grazie alla possibilità di riprogrammare cellule staminali adulte riportandole allo stato embrionale, non sarà più necessario utilizzare embrioni". Di primaria importanza, invece, è la battaglia sul fine vita, testamento biologico ed eutanasia. Quanto alla ricerca, i governi di destra e di sinistra, indistintamente, hanno sempre rilasciato meri proclami senza realizzare una riforma meritocratica basata sulla peer review e sul monitoraggio dell'utilizzo delle risorse pubbliche.
Tra gli altri, è intervenuta Antonella Elia, che ha scandito un netto "sì" all'eutanasia e alla battaglia degli Studenti Coscioni per l'abolizione della ricetta per la pillola del giorno dopo; Mina Welby ha descritto "un settimo anno senza crisi" rilanciando il tema della disabilità. Particolarmente toccante il contributo di Paola Cirio, malata di sclerosi multipla: un appello affinché la volontà di ciascuno venga rispettata. Un appello che risuona ancora più forte nel giorno in cui le delegazioni dell'Associazione Luca Coscioni e dell'Associazione A Buon Diritto hanno consegnato al Presidente della Camera Gianfranco Fini i tremilatestamenti biologici raccolti in questi mesi.

 

Lo Squalo e "er Core" de Babbo

Giovedì 17 Settembre 2009 11:04 | Ultimo aggiornamento (Giovedì 01 Gennaio 1970 00:59) | Scritto da Annalisa

La Lega Nord: Partito dell'Ordine e dell'Identità. Unico baluardo contro l'"Invasione". Partito del Fare contro l'inefficienza sprecona di Roma Ladrona.
Pragmatici ed efficientisti, i Leghisti sono quelli che ce l'han duro. Semper.

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Accade, però, che non sempre i figli assomiglino ai genitori. E, allora, dallo Squalo è venuta fuori una Trota, una simpatica Trotarella, irriverente, spesso salace, con un gusto spiccato per la provocazione. Una Trota che inventa il videogioco "Rimbalza l'immigrato" tanto per ridere con gli amichetti; e a scuola non spicca per"arguzia" dato che è stata bocciata per la terza volta alla maturità.

Si sa, però, che i figli "so' piezz' e core" da Bolzano alla punta estrema della Calabria. E, allora, in quel giro affaristico-partitocratico, su cui si sta costruendo l'Expo di Milano, lo Squalo con la premura italiota (e, diciamolo pure, un bel po' meridionale) del bonus pater familias ha piazzato la sua Trotarella in un fantomatico Osservatorio sulla trasparenza e l'efficacia del sistema fieristico lombardo. L'ennesima trovata per disperdere un po' di denaro pubblico nei mille rivoli della burocrazia.

Si parla di 12.000 euro di stipendio mensile. A spese dei contribuenti. Sia nordici che sudisti. Perché, in fondo, siamo tutti Italiani.

Intervista a Fusco, candidato alla segreteria PD Pugliese per Marino

Martedì 08 Settembre 2009 11:23 | Ultimo aggiornamento (Giovedì 01 Gennaio 1970 00:59) | Scritto da Annalisa

Da Agenda Coscioni Settembre 2009
di Annalisa Chirico

Enrico Fusco. Avvocato barese e omosessuale. Candidato alla Segreteria regionale del PD in Puglia. Comincio a scambiare qualche idea con lui e, appena può, Enrico sottolinea il suo essere "radicale".

Enrico, quando dici "noi radicali" avverto quasi una punta di orgoglio nel tuo tono. Lo fai solo per imbonirti l'interlocutrice, o c'è qualcosa di più?
Il mio Dna è radicale. Sono laico e libertario, antiproibizionista e non violento. Sono stato l'unico vice-conciliatore autorizzato ad autenticare le firme per i referendum e per ottenere l'autorizzazione minacciai l'ufficio del Presidente della Corte di Appello di Bari di denuncia per omissione di atti di ufficio. Ho amato, per usare le parole che Pasolini non poté pronunciare, la passione dei Radicali, il loro coraggio laico, il loro essere eroici e sognatori. Poi l'amore è finito, resta il Dna.
Oggi non sei più iscritto ad un soggetto radicale. Secondo Pannella, è radicale solo chi versa l'obolo dell'iscrizione annuale; una concezione "rigida" dell'essere radicale, che francamente non mi convince. Tu che ne pensi?
Penso che se Pannella fosse meno rigido sarebbe senatore a vita.

Lo statuto del PD, invece, è assai rigido sulla questione della doppia tessera. La vieta tassativamente. Un partito, come ogni associazione privata, è libero di vietare "appartenenze multiple", sia chiaro; eppure io non riesco a non vedere l'errore politico nella preclusione di quella polifonia culturale che è il sale di un partito progressista, aperto e plurale. Mi sembra un retaggio da "centralismo democratico" piuttosto che da partito democratico.
Il PD deve diventare quel partito inclusivo, che è delineato nella sua carta dei valori. Al momento ci sono troppe finte regole. La laicità, per esempio, è la regola che pochi rispettano. E questo è grave. Così come è grave che non si discuta e non si decida. Il "maanchismo" è la tomba della democrazia e sta diventando la tomba del PD. Gli elettori si allontanano perché il PD non è carne e neppure pesce, un matrimonio tra consanguinei che ha generato un mostro.

La debolezza "strutturale" del PD è, innanzitutto, una questione di regole, di legalità statutaria in assenza di meccanismi di controllo efficaci e affidabili. Ricordo ancora quando Piero Fassino mi rassicurava personalmente sul fatto che mai la Commissione Garanzia mi avrebbe cancellato dall'Anagrafe degli Iscritti per via della tessera radicale. Eppure ad alcuni compagni di Lecco, Udine e Vicenza la tessera del PD è stata rifiutata. Un polo "democratico" non dovrebbe fare del rispetto delle regole, chiare e condivise, un mezzo per favorire la contendibilità delle cariche contro l'arbitrio dei suoi capibastone?
Il PD, in questo momento, si regge sull'arbitrio di pochi, dove è lecito tutto ed il contrario di tutto. Qualcuno ricorderà la deputata inciliciata e le sue uscite illiberali sulla patologia di cui sarebbero affetti gli omosessuali: la stessa deputata sarebbe stata espulsa perfino dal club di Topolino, mentre è rimasta nel PD.

L'intervista integrale è disponibile qui.

La ricerca va a Salerno

Martedì 08 Settembre 2009 11:16 | Ultimo aggiornamento (Martedì 08 Settembre 2009 13:49) | Scritto da Annalisa

da Terra, 4 settembre 2009
di Annalisa Chirico

"Idee e pratica radicale": così l'Associazione Luca Coscioni ha aperto la stagione rinnovando l'appuntamento della sua "Scuola Estiva" giunta alla seconda edizione.
Fino al 6 settembre cinquanta giovani, perlopiù studenti, seguiranno lezioni tenute da accademici e dirigenti politici ripercorrendo il ventaglio tematico dell'Associazione radicale, che dal 2002 si batte per la libertà della ricerca scientifica e dell'autodeterminazione.
Ha fatto da apripista la lectio magistralis tenuta da uno dei massimi esperti di liberalismo e di Scuola Austriaca d'Economia, il prof. Lorenzo Infantino. Mettendo in guardia dal mito del Grande Legislatore, il professore ha ripercorso i capisaldi del pensiero del Premio Nobel Friedrich von Hayek. A questo si è accompagnato l'intervento del prof. Aldo Loris Rossi, che ha discusso di Euromediterraneo e sovrappopolazione nel quadro dei rapporti tra Nord e Sud del mondo. La seconda giornata si è concentrata sui costi della non democrazia italiana. A parlarne un panel d'eccezione presieduto da Rita Bernardini e composto da Mauro Agostini (tesoriere del PD), Antonio Paravia (senatore del PdL), e i professori Mario Patrono, e Cesare Salvi. Il regime di finanziamento dei partiti, l'esito del referendum "negato" e il fenomeno recente delle fondazioni sono stati alcuni dei punti trattati. Agostini non ha fatto mistero del suo appoggio ai radicali nel PD, così come della sua ferma opposizione a un sistema di finanziamento esclusivamente privato dei partiti. Nella terza giornata l'economia ha tenuto banco con uno stimolante dibattito tra l'indirizzo emergente "del benessere" e della decrescita, rappresentato dal prof. Stefano Bartolini, e la prospettiva liberale classica, espressa da Alberto Mingardi, direttore dell'istituto Bruno Leoni e fermo sostenitore del libero mercato. La giornata è proseguita con una sessione dedicata alle libertà digitali e ai nuovi commons con la partecipazione del prof. Juan Carlos de Martin, direttore del Centro di ricerca Nexa, e di Philippe Aigrain, simbolo della battaglia francese contro la legge Hadopi e del successo della sentenza della Corte Costituzionale francese, che ha proclamato l'accesso a Internet come un diritto fondamentale dell'individuo. Solo un'anticipazione del Congresso che si terrà domenica 6 settembre in occasione della costituzione dell'associazione radicale Agorà Digitale, interamente dedicata alle libertà digitali e alla libera condivisione.
Internet, che ricopre un ruolo sempre più importante per i Radicali nel clima di "segregazione mediatica" presente, si sta rivelando un canale formidabile per tener viva l'attenzione di quanti, pur non potendo essere fisicamente presenti, desiderano "vivere" la Scuola a distanza. Facebook e Twitter si aggiungono all'insostituibile apporto di Radio Radicale.
Dopo il dibattito tra Emma Bonino e Adriana Poli Bortone sull'Euromediterraneo e il Sud Italia, il Chiostro del Centro Ave Gratia Plena ospiterà stasera 4 settembre il confronto tra Marco Pannella e Vito Mancuso dal titolo "Come e quali credenti, oggi, qui".

Scuola Estiva Luca Coscioni. la seconda edizione

Sabato 29 Agosto 2009 21:07 | Ultimo aggiornamento (Sabato 29 Agosto 2009 21:11) | Scritto da Annalisa

Dal 1 al 6 settembre si terrà la seconda edizione della "Scuola Estiva Luca Coscioni", un'occasione per confrontarsi sui temi dell'attualità politica, sulle campagne a favore della libertà della ricerca scientifica e dell'autodeterminazione e, più in generale, sull'iniziativa radicale.

50 giovani si incontreranno a Salerno per conoscersi e conoscere l'azione politica coscioniana e radicale in un'atmosfera stimolante e innovativa.

Se sei curioso, il programma è disponibile online.
Puoi anche ascoltare l'intervista che ho rilasciato a Radio Radicale.


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