Annalisa Chirico

Da Boston partecipa Andrea Ballabeni

Domenica 11 Ottobre 2009 09:08 | Ultimo aggiornamento (Domenica 11 Ottobre 2009 09:11) | Scritto da Annalisa

da Terra, 9 Ottobre 2009
di Annalisa Chirico

Al Congresso online dell'Associazione Luca Coscioni interviene Andrea Ballabeni, iscritto e ricercatore alla Harvard Medical School di Boston. Fondatore nel 2007 del nucleo promotore della cellula Coscioni di Boston, Ballabeni interviene con una webcam e un cartello pro-Obama alle spalle. Inizia il racconto della Coscioni vista da oltreoceano.
L'Italia, secondo Ballabeni, ha bisogno che tutte le forze politiche si battano per la laicità e i diritti civili. Purtroppo la destra italiana emerge come "la più clericale in Europa"; è per questo che spetta all'opposizione il compito di "contrastare la deriva clericale nel quadro politico nazionale". L'opposizione, a detta di Ballabeni, "è costituita da un'ala soft definita come riformista e una più radicale". Per essere forti bisogna uscire dalla logica italiana "fatta di piccoli recinti ideologici, in cui ognuno pensa ai propri simboli e alle proprie piccole battaglie". L'alleanza tra PD e Radicali deve andare avanti perché "l'eterogeneità di azione e comunicazione politica è il modo migliore per ottenere risultati concreti". A tal fine Ballabeni sollecita "il sostegno alle persone interne al PD che cercano di portar avanti le battaglie dei radicali, come Ivan Scalfarotto iscritto alla Coscioni". Una politica "inclusiva", secondo il modello del Partito Democratico statunitense, nel quale convivono sensibilità e idee diverse.
La realtà di Boston è ricca di italiani impegnati nella ricerca scientifica di tipo biomedico. Ballabeni, insieme ad altri giovani "emigrati", diffonde l'Agenda Coscioni tenendo aperto un canale con il Paese natale. Un Paese che hanno preferito lasciare in vista di migliori opportunità all'estero. "L'associazione deve continuare a battersi come fa, con la tenacia e la determinazione che la contraddistinguono". The future is bright, c'è ancora da sperare.

 

Marco Gentili invita Marino a Udine

Mercoledì 07 Ottobre 2009 09:03 | Ultimo aggiornamento (Giovedì 01 Gennaio 1970 00:59) | Scritto da Annalisa

da Terra, 7 Ottobre 2009
di Annalisa Chirico

20 anni. Affetto da sclerosi laterale amiotrofica. Marco Gentili è uno che non si lascia abbattere. Ama la politica, e del suo corpo ha fatto uno strumento di lotta per la libertà della ricerca scientifica e per l'autodeterminazione. Come Luca Coscioni e Piero Welby, ha deciso di non restare in silenzio.
Nonostante la sua giovane età, Marco è tra gli Studenti Coscioni più attivi. E a questo ha aggiunto la militanza nel Partito Democratico. Oggi si occupa di Politiche Sociali per i Giovani Democratici della provincia di Viterbo ed è membro del Consiglio Comunale dei Giovani della stessa città.
Il suo intervento audiovideo al congresso online dell'Associazione Luca Coscioni è trasmesso da una voce elettronica e da una telecamera puntata sul monitor di un computer.  L'handicap, soprattutto attraverso i mass media, viene spesso evocato "nei suoi aspetti vittimistici e tragici". E' ora di superare questo approccio puramente emozionale per dar spazio alla dimensione scientifica della questione.
Una riforma liberale della salute e della ricerca, è questo che Marco chiede alla politica. La ricerca ha bisogno di risorse economiche e di autonomia. L'autonomia da quella politica, che "si lascia condizionare dai soprusi, dai divieti e dalle opposizioni categoriche dello Stato Pontificio".  Assenza di laicità e indebite interferenze.
La ricerca sulle cellule staminali è l'altro tema, su cui Marco si sofferma. Non soltanto le staminali embrionali darebbero "nuova linfa vitale a chi stenta a credere ancora di potercela fare";  ma si ridurrebbero anche " gli oneri statali, che riguardano la collettività non autosufficiente".
"Progresso e Avanguardia" non devono far paura. Il 17 ottobre si terrà a Udine l'incontro conclusivo del Congresso dell'ALC. Marco invita pubblicamente il suo candidato alla segreteria del PD, Ignazio Marino. Serve, a suo avviso, un "gesto esemplare" di sostegno all'Associazione. Ignazio ci sarà? Stiamo a guardare.
 

Cervello e Mente sotto la lente della Scienza

Martedì 06 Ottobre 2009 10:21 | Ultimo aggiornamento (Giovedì 01 Gennaio 1970 00:59) | Scritto da Annalisa

da Terra, 6 Ottobre 2009
di Annalisa Chirico

Anno 2004. Referendum sulla legge 40. Il neurofisiologo Piergiorgio Strata si avvicina all'Associazione Luca Coscioni e, due anni dopo, ne diventa copresidente.
Direttore scientifico dello European Brain Research Institute, Strata si ritaglia alcuni minuti del suo tempo sovraccarico di impegni per registrare un intervento al congresso online dell'associazione. Ripensando a quella battaglia si "sente con la coscienza a posto". Tra i 100 firmatari della proposta referendaria in Italia e primo firmatario di una mozione analoga al Parlamento Europeo, Strata scese in campo senza remore. "Era doveroso farlo" per permettere la ricerca sulle cellule staminali embrionali congelate, destinate alla distruzione.
Il copresidente dell'ALC affronta il tema del rapporto tra scienza e fede. Il suo è un richiamo a uno "spirito laico" e al rispetto reciproco tra le posizioni in campo. Premessa doverosa, cui segue l'analisi dello scienziato. Le ricerche degli ultimi venti anni, e ancor di più quelle in corso, dimostrano che esiste una correlazione tra il fenomeno mentale e quello fisico. "Il mentale può essere causa delle molecole nello stesso modo in cui la geometria di una ruota può influenzare le molecole della ruota stessa". La traiettoria tracciata da una ruota che cade lungo un pendio dipende dalla sua geometria, che non è materia. In altre parole, la scienza ci dice che "la mente è una proprietà della materia, e che quindi non può esistere senza un sostrato molecolare".
Il Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca Scientifica ritorna all'attenzione dei congressisti grazie all'intervento di Carmen Sorrentino, coordinatrice del progetto. Il monitoraggio della libertà di ricerca e di cura nel mondo, come enunciato nella dichiarazione finale del secondo incontro a Bruxelles, è un programma ambizioso, che richiede risorse e competenze specifiche. "L'energia del movimento è quello di cui abbiamo bisogno", conclude la Sorrentino.
 

la Giustizia Globale vista dall'Università

Sabato 03 Ottobre 2009 14:24 | Ultimo aggiornamento (Sabato 03 Ottobre 2009 14:26) | Scritto da Annalisa

da Terra, 3 Ottobre 2009
di Annalisa Chirico

L'anniversario dei 140 anni dalla nascita di Mahatma Gandhi accompagnano un'altra giornata del Congresso online dell'Associazione Luca Coscioni. Gli iscritti continuano a confrontarsi sui temi e sulle modalità organizzative dell'Associazione, che dal 2002 si batte per la libertà della ricerca scientifica e per l'autodeterminazione.
Preside della facoltà di Scienze Politiche alla Luiss Guido Carli e allievo di John Rawls, Sebastiano Maffettone ha voluto manifestare la sua vicinanza all'associazione, parlando di un tema che gli sta particolarmente a cuore, la giustizia globale. Un tema che, secondo il filosofo, può essere indagato sotto due profili. Innanzitutto, la povertà è la grande questione sociale degli ultimi tempi. Da una parte del mondo la dieta diventa costume sociale per una persona su due; dall'altra parte, 20 milioni di persone muoiono ogni anno, un "genocidio sistematico più grande di quello degli ebrei di Hitler". Il secondo profilo riguarda la sostenibilità, ovvero "il rapporto tra il benessere delle ragioni presenti e quelle future". Il professore invoca la ricerca di un "equilibrio tra la nostra capacità di sfruttamento del pianeta e le risorse esistenti". Un'altra voce del mondo universitario è quella di Lorenzo Infantino, docente di Sociologia e ospite di entrambe le edizioni della Scuola Estiva Luca Coscioni. Infantino si rivolge ai giovani, al motore del domani. "In un Paese in cui tutto ristagna, noi abbiamo sommamente bisogno della loro incontaminata creatività, della loro capacità di invenzione, del loro senso della responsabilità". Una raccomandazione bibliografica: l'"Epistola sulla tolleranza" di John Locke, che "farebbe bene a molti operatori della politica". Gli Studenti Coscioni accolgono l'invito. E vanno avanti.

Un Cartello e il Corpo di un'Idea

Venerdì 02 Ottobre 2009 08:16 | Ultimo aggiornamento (Venerdì 02 Ottobre 2009 08:34) | Scritto da Annalisa

Ecco il mio intervento al Congresso online dell'Associazione Luca Coscioni. "La libertà è anche la tua. Afferrala!". www.studenticoscioni.it

Giovanni Bignami, Brunetta forse ci chiamerebbe "fannulloni"...

Venerdì 02 Ottobre 2009 08:14 | Ultimo aggiornamento (Venerdì 02 Ottobre 2009 08:16) | Scritto da Annalisa

da Terra, 2 Ottobre 2009
i Annalisa Chirico

Dallo spazio congressuale a quello astronomico. Il congresso è quello dell'Associazione Luca Coscioni; a compiere il salto nello Spazio è Giovanni Bignami. Ricercatore e scienziato di fama internazionale nel campo dell'astrofisica, uno dei pochi rimasti in Italia. Docente di astronomia a Pavia, Bignami è stato Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana. "Più ricerca in Italia, più futuro in Europa" era lo slogan della sua campagna elettorale alle scorse europee tra i candidati del Partito Democratico.
Il professore parla di Ricerca e Università. E lo fa senza mezze parole. Da sempre fanalino di coda nel panorama internazionale, oggi, secondo Bignami, le cose in Italia vanno anche peggio. La ricerca di base subisce una stretta finanziaria senza precedenti. "Non è solo un problema di normativa, ma di una mancanza cronica di risorse". La ricerca fondamentale è considerata dal governo un'attività di serie B, "spinta dalla curiosità" di qualche ricercatore, che forse "Brunetta chiamerebbe fannullone o farabutto", afferma Bignami ridendo sotto i baffi. Il governo non riesce a comprendere l'importanza della ricerca fondamentale: "Bisogna accrescere la conoscenza per costruire poi le tecnologie che permettono di migliorare la qualità della nostra vita". Lo studio dello spazio ha implicazioni utilissime nel campo della ricerca biomedica. Ad esempio, spiega Bignami, lo studio dei comportamenti dell'organismo umano in assenza di peso, come in orbita, è una miniera portentosa di informazioni sui processi di invecchiamento e sulla fisiologia di numerose patologie, come l'osteoporosi. E dal caso scientifico si passa al caso "umano". Il professore diventa un uomo, con una sorella affetta dal morbo di Parkinson. "Spezza il cuore vedere una persona intellettuale, profonda, studiosa di letteratura inglese, che pian piano perde la capacità di coordinarsi nei movimenti". Un motivo in più per lottare con l'Associazione L. Coscioni.

Colombo, Siamo un'unica chance di esistere o non esistere

Giovedì 01 Ottobre 2009 10:09 | Ultimo aggiornamento (Giovedì 01 Gennaio 1970 00:59) | Scritto da Annalisa

da Terra, 1 Ottobre 2009
La disabilità. O, meglio, il "non essere in linea". Parte da qui la riflessione che Furio Colombo dedica al Congresso online dell'Associazione Luca Coscioni.
Sullo sfondo l'Italia, "Paese civile-incivile", che lascia nella solitudine chi non vive "in linea con quella che viene considerata la norma della possibilità di usare la vita e i suoi strumenti"; in primo piano si intravvedono le vicende umane di due persone, Luca Faccio ed Alessandra Incoronato. Da loro Colombo ha appreso quali sono le difficoltà che un disabile incontra ogni giorno per le strade, negli uffici pubblici e nella propria abitazione. "Tenuti in un angolo dell'esistenza collettiva", i disabili in Italia sono lasciati a se stessi. Una pensione mensile di poco più di 250 euro e un'indennità di 450 euro per un accompagnatore: una cifra "al di sotto di ogni possibile soglia di sopravvivenza".
Il modello virtuoso, secondo Colombo, è rappresentato dagli Stati Uniti, Paese dove egli ha lavorato per anni come corrispondente. Oltreoceano il contributo dei disabili è considerato "indispensabile" perché, spiega Colombo, "qualunque limitazione dell'espressione, dell'intelligenza, della creatività, del talento di una persona è un'ingiustizia a danno di tutta la società".
L'influenza della cultura anglosassone si avverte nell'appello finale di Colombo, che richiama tutta la comunità nazionale a condividere il senso profondo di una "missione comune" (ndr): "Contrariamente a quanto dice la Lega - afferma Colombo - noi siamo un'unica comunità, un'unica chance di esistere o non esistere, di essere o non essere". Sta a noi impegnarci a rimuovere quelle barriere, che sono sempre fonte di "umiliazione per chi le ha erette".
Non è un caso che l'Associazione abbia promosso recentemente a Roma l'iniziativa "No escort - Disabili sul bus senza accompagnatori": l'obiettivo è il ripristino della legalità in molte città italiane, dove ai disabili è precluso il diritto di accedere autonomamente al servizio pubblico.

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