Libertà
Nucleare, L'alternativa esiste, ma Palese non la vede
“Noi invece ci esprimiamo con chiarezza, come dire, cristallina. La chiarezza di cui i cittadini hanno bisogno per formarsi liberamente un’opinione in merito. Il nostro no al nucleare non si basa su pregiudizi ideologici né tantomeno sull’esigenza contingente di una misera captatio benevolentiae” – afferma la ventitreenne candidata francavillese – “Noi diciamo NO al nucleare sulla base di un’analisi costi/benefici perché riteniamo che non convenga alle tasche dei contribuenti italiani impegnare per i prossimi anni una cifra attorno ai 25-30 miliardi per soddisfare, ben che vada a partire dal 2020, il 25% dei` consumi elettrici attuali; un impegno titanico per soddisfare solo il 4,5% dei consumi finali di energia. A questo si aggiunge poi il problema della sicurezza dei reattori che dovremmo utilizzare in Italia. Risale a pochi mesi fa il comunicato congiunto delle tre autorità per la sicurezza nucleare francese inglese e finlandese, che hanno rilevato l’urgenza di rafforzare il sistema di sicurezza del reattore ERP. Per non parlare poi dello stoccaggio delle scorie nucleari, che, in un contesto di illegalità sistemica come quello italiano, lasciano prefigurare scenari inquietanti”.
“La Puglia ha bisogno di puntare sull’efficienza energetica e sulla valorizzazione dell’ambiente come un’opportunità di sviluppo e di crescita economica per l’intera regione. Come sostiene anche l’Enea le alternative alla politica conservatrice ben impersonata da Rocco Palese, che volge lo sguardo al passato per risolvere i problemi del futuro, esistono e sono l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili, la ricerca”.
La mafia a Brindisi? Riscattiamoci dallo scempio partitocratico
“La mia proposta politica per la Puglia si riassume nella parola legalità come elemento fondante di una comunità civile. Nella nostra regione i Radicali, fuori dai giochi di palazzo e dalle incrostazioni clientelari, sono l’unica alternativa credibile di fronte allo sfascio prodotto dalle amministrazioni che negli anni si sono avvicendate. Ai cittadini chiederò di darmi fiducia perché da sempre il marchio radicale è sinonimo di legalità, onestà istituzionale e responsabilità nell’amministrazione della res publica. Per una Puglia che da fanalino di coda dell’Europa diventi la testa di ponte dell’Euromediterraneo, polo di attrazione di capitali e risorse umane. Riscattiamoci dallo scempio partitocratico”.
Bari-Bologna, solo andata
Nonostante il leader di SeL non risalti per doti e virtù liberali, e abbia usato in diverse occasioni parole poco lusinghiere verso i radicali (apostrofandoci, ad es., come “guerrafondai” dall’alto del suo dogmatico pacifismo), io ho scelto il candidato di rottura rispetto al “dalemismo reale” e alla strategia suicida delle alleanze centriste (con annesso rischio di “regalare” l’Acquedotto a Caltagirone).
Che cosa emerge dalla débâcle pddina:
- La confutazione della concezione total-dalemiana, secondo cui le sezioni sarebbero caserme di soldati, esecutori passivi delle decisioni calate dall’alto (con buona pace del partito federale); in quest’ottica si collocano anche le affermazioni post sconfitta di Bersani, a detta del quale sono i pugliesi che non avrebbero capito (!).
- La mancanza di una seria riflessione postuma: il risultato pugliese è - checché se ne dica - la delegittimazione del gruppo dirigente regionale e dei suoi mandanti nazionali. Nonostante questo, il giorno dopo si dice che i pugliesi non hanno capito e che si andrà avanti a corteggiare l’UDC. Insomma, il compromesso storico in versione 2.0 non piacerà agli elettori del PD, ma è un matrimonio che “s’ha da fare”.
Da Bari a Bologna. Anche qui non mancano i grattacapi per il PD. Delbono costretto a dimettersi per opportunità dinanzi alle accuse della Medea abbandonata. Dirigenza in subbuglio.
E la presunta superiorità morale dei figli di Berlinguer? Beh, se il compromesso storico 2.0 è un’opzione ancora realizzabile, la “questione morale”…farebbero meglio a dismetterla dal loro vocabolario. Come diceva Nenni, a fare a gara tra i puri, “c’è sempre qualcuno più puro di te che ti epura”.
Annalisa partecipa alla nascita dell'Associazione Pubblici Cittadini
L'Associazione Pubblici Cittadini è lieta di invitare la S.V. allaconferenza stampa di presentazione dell'Associazione medesima nonché
del progetto elaborato anche alla luce di esperienze legislative e
giurisprudenziali italiane ed estere:
"Linee guida per una legge sul testamento biologico:
cinque proposizioni normative"
La conferenza stampa si terrà
MERCOLEDI 20 GENNAIO ore 16,00
nella sede dell'Associazione, presso il Consiglio Italiano del
Movimento Europeo (C.I.M.E.)
Piazza della Libertà, 13 - 00192 - Roma
PROGRAMMA
ore 16,00
Saluto del Presidente del C.I.M.E. On. Valerio Zanone
ore 16,15
Presentazione dell'Associazione Pubblici Cittadini e del progetto sul
testamento biologico:
Gustavo Ghidini, Sara D'Agati, Jacopo Manganiello
ore 16,45
Lettura dei commenti ed interventi di Antonio Maccanico, Carlo
Rognoni, Valerio Onida,
Beatrice Rangoni Machiavelli, Morris L. Ghezzi, Vincenzo Ferrari
Annalisa Chirico (Segretaria Studenti Associazione Luca Coscioni).
ore 17,00
Cocktail
dal dibattito politico corrente sul tema del c.d. 'Testamento
Biologico' ha deciso di approfondire la questione studiando, in ottica
comparativa e in prospettiva di lungo termine, gli ordinamenti
stranieri più avanzati, le normative sovranazionali e l'ordinamento
italiano, la sua giurisprudenza e la iniziative della società civile.
Tenendo conto della situazione ‘a macchia di leopardo' venutasi a
creare sul territorio italiano a causa delle numerose iniziative di
associazioni ed amministrazioni comunali, testimonianza della
necessità di colmare un vuoto legislativo, è stata elaborata una serie
di proposizioni normative per indirizzare il legislatore verso una
disciplina della materia che rispondesse ai principi fondamentali
della nostra Costituzione e quanto più vicina alle esigenze della
società.
Il lavoro sarà inoltrato ai parlamentari italiani in occasione della
conferenza stampa di presentazione.
L'Associazione Pubblici Cittadini , il cui motto è "la democrazia è il
potere di un popolo informato" ( A.de Toqueville), è stata costituita
in Milano e Roma il 9 aprile scorso. Tra i suoi promotori figurano
Valerio Onida, Beatrice Rangoni Machiavelli, Gustavo Ghidini, Morris
L. Ghezzi, Vincenzo Ferrari, Fabrizio De Benedetti, e numerosi
giovani, studenti universitari e neolaureati, che rappresentano la
maggioranza dei soci fondatori. L'Associazione si rivolge a coloro
che, pur senza far parte della classe politica, intendono
contribuire a un non effimero progresso del Paese , attraverso la
elaborazione di concreti progetti riformatori di lungo termine,
ispirati anche ad avanzate esperienze estere. Il lavoro di ricerca ed
elaborazione viene svolto da gruppi di lavoro nei quali alcuni
esperti affiancano i giovani ricercatori. I progetti realizzati
verranno quindi comunicati al pubblico, anche attraverso i media,
nonché a qualificati esponenti politici e parlamentari onde
assicurare l' attenzione dei legislatori. Anche a tale scopo opera
un comitato di garanti, attualmente composto da Antonio Maccanico,
Carlo Rognoni, Valerio Zanone.
Schiavitù fiscale
Lavoriamo 4 ore al giorno soltanto per pagare le tasse. E' quanto emerge dall'analisi effettuata dal Corriere della Sera per il 2010.
La pressione fiscale supera il 47%: quasi metà del nostro guadagno sfugge dalle nostre tasche per sfamare l'erario pubblico.
Riflessioni quantomai utili in un momento in cui si invoca da molte parti una riforma radicale del fisco al fine di alleggerire la pressione fiscale e dar fiato a famiglie e imprese. Insomma, rilanciare consumi e investimenti è l'unica vera ricetta nel quadro della tanto invocata "exit strategy".
Mentre la promessa della doppia aliquota viene lanciata per poi essere - puntualmente, ormai prevedibilmente - smentita (a tal proposito ti consiglio l'editoriale di Angelo Panebianco sulla Rivoluzione mancata), il Tax Freedom Day slitta in avanti sul calendario.
La risposta a ogni quesito è probabilmente riassunta in questo "aforisma" firmato da Ugo Arrigo:
I governi si dividono in due soli gruppi, radicalmente contrapposti:
a) quelli che non vogliono ridurre la tassazione;
b) quelli che non possono ridurre la tassazione.
Tuttavia i governi di tipo a) non vogliono ridurre la tassazione perchè non vogliono ridurre la spesa pubblica mentre i governi di tipo b) non possono ridurre la tassazione perchè non vogliono ridurre la spesa pubblica, e in questo sta la fondamentale differenza tra le due tipologie.
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