Annalisa Chirico
Conferenza stampa pillola del giorno dopo
Si è tenuta stamane la conferenza stampa sulla mobilitazione nazionale degli Studenti Coscioni per l'abolizione della ricetta medica per la pillola del giorno dopo.
Vi hanno preso parte Annalisa Chirico (segretaria Studenti Coscioni), Rocco Berardo (tesoriere Ass.ne Luca Coscioni) e Alessandro di Bartolomeo (laureando in Medicina).
Puoi ascoltare l'audio qui.
Annalisa Chirico a Cominciamo Bene su Rai3
Il Partito di "Repubblica", la Repubblica dei Partiti
Il primo titolo riguarda la spaccatura interna al PDL sulla nomina di Tremonti vicepremier. Il secondo titolo punta tutto sul PD. L'incoronazione del nuovo (Bersani) e il battesimo operaio (a Prato). Mi salta alla vista un sondaggio. "Quali alleanze per il PD di Bersani?". Apro il link* incuriosita. Leggo le varie opzioni proposte al lettore, e subito noto l'Assenza. Ci sono addirittura i Verdi; c'è il demiurgo populista, ci sono i teologi della Rifondazione comunista, i Cattolici di centro e quelli, prefigurati, della "nuova forza di centro Rutelli-Montezemolo". Insomma, il futuro e il futuribile.
E i Radicali? Dove sono finiti? Spazzati via con un soffio.
La semplice svista di un redattore poco attento? Senza nessuna predilezione per teorie del complotto e dietrologie vacue, qui si pone il caso politico. Di un Partito, quello di Repubblica, che pervicacemente e solertemente azzera l'"elemento radicale" nel dibattito pubblico. Lo facevano le tabelle sui risultati alle elezioni Europee, quando il simbolo della Lista Bonino Pannella misteriosamente scompariva. Accade oggi di nuovo.
Sarebbero loro i difensori della libertà di stampa in Italia? E' questa la linea editoriale scelta dal Padrone? Cancelliamo i Radicali, con un tratto di penna!
Il diritto del cittadino a "conoscere per deliberare" dov'è finito? Semplicemente, come diciamo da tempo, non esiste. Perché in Italia non c'è mercato nel campo dell'editoria, i giornali li finanziano i partiti e lo stato attraverso la mediazione dei partiti. Chiamasi "lottizzazione". E la democrazia, c'est un beau rêve.
Il mio intervento al Congresso a Udine
Finalmente la RU486 approda in Italia
da Dillinger.it, 23 Ottobre 2009
di Annalisa Chirico
l sì dell'AIFA apre le porte degli ospedali italiani all'aborto farmacologico. Non è stato un viaggio facile, ma finalmente la RU486 approda in Italia. Nel Paese dei veti e dei clericalismi sempiterni le donne potranno accedere all'aborto farmacologico, come avviene già nel resto d'Europa.
A sperimentare per primo in Italia la RU486 è stato nel 2005 Silvio Viale, ginecologo dell'Ospedale Sant'Anna di Torino e dirigente radicale dell'Associazione Luca Coscioni. Nonostante la legge 194 preveda espressamente l'aggiornamento delle tecniche meno invasive per la salute fisica e psichica delle donne, l'Italia ha mantenuto a lungo questo tabù facendosi precedere addirittura dal Portogallo nella registrazione del farmaco.
L'impulso per la svolta è arrivato dall'Europa. Già nel giugno 2007 l'Agenzia europea per il controllo sui farmaci (EMEA)aveva approvato l'uso del mifepristone ribadendone la sicurezza per la salute della donna. Pochi mesi dopo si è avviata nei confronti del governo italiano la richiesta di autorizzazione del farmaco sulla base di una procedura di mutuo riconoscimento. All'interno del Mercato Comune, infatti, vige il principio della libera circolazione delle merci a meno che non vengano addotte fondate ragioni di interesse pubblico. Nel caso di specie, non sussistendo prove scientifiche sulla pericolosità della RU486, l'iter di tale procedura sembrava scontato e agevole. Ma così non è stato.
Ci sono voluti due anni per ottenere l'approvazione definitiva da parte dell'AIFA della delibera presentata già il 30 luglio scorso sull'entrata in commercio del farmaco. Entro un mese il documento di approvazione verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e diventerà esecutivo.
Conformemente a quanto previsto dalla legge 194, vige l'obbligo di assunzione della RU486 presso le strutture ospedaliere ed entro la settima settimana di amenorrea; si prescrive, inoltre, il vincolo di ricovero fino all'espulsione del feto e il monitoraggio di tutto l'iter abortivo. Va detto, però, che la determinazione dei protocolli applicativi spetterà alle Regioni ed è quindi prevedibile una regolamentazione più o meno restrittiva a seconda degli schieramenti politici di maggioranza.
La resistenza del fronte clerico-integralista e il terrorismo mediatico degli ultimi mesi danno il polso del clima oscurantista, che si abbatte sul dibattito pubblico italiano ogniqualvolta si affronti il tema della salute riproduttiva. Si dimentica che per "salute riproduttiva" non si intende la mera assenza di malattia, ma uno stato di benessere fisico-psichico-sociale, che si concreta nella libertà di scegliere se e quando riprodursi.
Subito dopo il primo sì dell'AIFA nel luglio 2009 il Parlamento ha tuonato contro preannunciando la disposizione di un'indagine conoscitiva senatoriale sulla pillola abortiva. Insomma, in una mania di onnipotenza il legislatore pretenderebbe di sostituirsi all'apposito organo tecnico-scientifico. Un tentativo, l'ennesimo, di sostituirsi alla volontà libera e responsabile delle donne.
Intanto prosegue la campagna dell'Associazione Luca Coscioni per favorire la diffusione dell'informazione sessuale e l'accesso alla contraccezione ordinaria e di emergenza. Persistono, infatti, disinformazione e miti da sfatare. La confusione imperante tra la RU486 e la pillola del giorno dopo è il prodotto eloquente della politica paternalistica e deresponsabilizzante di uno stato, che, invece di informare, preferisce tenere i cittadini nel mare magnum dell'ignoranza.
Come Studenti Luca Coscioni riprendiamo in questi giorni la mobilitazione straordinaria sulla raccolta di firme per la petizione sull'abolizione dell'obbligo di ricetta per la pillola del giorno dopo. Vorremmo che anche in Italia fosse possibile acquistare questo contraccettivo come nel resto d'Europa senza prescrizione medica. Un laccio burocratico in meno per una possibilità di scelta in più. Del resto, ci chiediamo e chiediamo, qual è la migliore politica antiabortista se non la diffusione della contraccezione sessuale?
Lo sguardo del demografo
di Annalisa Chirico
Nel suo intervento al Congresso online dell'Associazione Luca Coscioni Livi Bacci ribadisce l'importanza della libertà della ricerca scientifica nel campo di sua competenza. Lo fa riportando casi concreti di restringimento della libertà di ricerca in ambito demografico a causa di ingerenze statali. Cita gli Stati Uniti dei Reagan e dei Bush, che hanno congelato i finanziamenti pubblici alle associazioni e alle ONG, che si occupavano a vario titolo di questioni demografiche e quindi anche di aborto. Per anni l'Agenzia delle Nazioni Unite per la ricerca sulla popolazione non ha ricevuto i contributi americani; sono stati i Clinton e ora gli Obama a sbloccare il finanziamento delle organizzazioni abortiste.
Altro punto nevralgico della ricerca nelle scienze sociali riguarda la libertà di informazione e l'accesso ai dati. "Quando si ricercano informazioni statistiche su Paesi dittatoriali, si assiste a un rarefarsi delle pubblicazioni", dice Livi Bacci. C'è, ad esempio, un vacuum di informazioni sugli andamenti demografici nell'Unione Sovietica tra il 1937 e la fine degli anni Cinquanta; in Cina il primo censimento dopo la fondazione della Repubblica popolare risale al 1981, e mancano quindi i dati relativi agli effetti della politica del Grande Balzo in avanti, che provocarono milioni di morti a causa della carestia.
Ultimo elemento di tensione, su cui si sofferma il senatore demografo, riguarda "l'opportunità o meno di identificare le nazionalità o, addirittura, le caratteristiche degli individui in determinate condizioni". Il conflitto tra l'esigenza di studiare determinati fenomeni e il diritto alla privacy dei singoli individui rimane irrisolto.
Die Brucke intervista Annalisa Chirico
Die Brucke
20 Ottobre 2009
Lo spazio di commento ed opinione Die Brucke ha intervistato Annalisa Chirico, segretaria degli Studenti Coscioni.
Il congresso appena concluso e le nuove iniziative di lotta politica sono al centro di un'intervista "interattiva" con un doppio video. Per vederla/leggerla, clicca qui!
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